Cari colleghi, adesso ditemi: Draghi usa slip o boxer?

Ieri l’Huffington Post si è premurato di farci sapere che il presidente del Consiglio Mario Draghi fa colazione con cappuccino e cornetto integrale, non tralasciando che come aperitivo predilige lo Spritz con l’Aperol (non sono un esperto, ma la ricetta dello Spritz non contempla proprio che nella mescita degli ingredienti ci sia l’Aperol?). Uno dice: vabbè, questo Draghi è un premier di poche parole, come facciamo a scrivere di lui se non rovistando nella sua vita privata, sentendo il macellaio di fiducia o il barista di fiducia? Mancherebbe all’appello il farmacista di fiducia, per cui ad oggi ci manca l’informazione se Super Mario, con i suoi 73 anni, sia super anche nelle performance sessuali con la signora Serenella, o ricorra come molti suoi coetanei alla pillolina blu. Ma si può capire: qui siamo in ambito sanitario e la privacy è sacra.

La “signorizzazione” delle stampa italiana

Ma cosa diavolo sta succedendo ai giornali italiani? Si stanno “signorinizzando” tutti? E perché questa rincorsa verso il basso, con molte testate (per carità, evitiamo di usare quel “giornaloni” amato da molti, ma che a me fa ribrezzo) che hanno cominciato a scavare già dal giorno dopo l’insediamento di Draghi a Palazzo Chigi.

Dopo lo “scoop” dell’Huffington Post di ieri, si poteva pensare che basta, si sarebbe tornati a leggere di politica. Ma poco fa la sorpresa: vado sul sito di Repubblica e un titolo attira la mia attenzione: “Sondaggi, Draghi il più citato dai mezzi di informazione: ben 2 volte al minuto negli ultimi 22 giorni”. Incipit del pezzo:

«Da “Super Mario” non ci si poteva aspettare altro. Mentre i social ironizzano sul nome del presidente del Consiglio, il premier spopola nei sondaggi al punto da risultare uno dei nomi più citati tra i governanti. A rivelarlo è l’indagine condotta da Mediamonitor.it su oltre 1500 fonti di mass media tra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog. Stando ai risultati del monitoraggio, da quando Mario Draghi ha ricevuto l’incarico dal presidente della Repubblica Mattarella, il suo nome è stato pronunciato quasi 68.804 volte dai mezzi di informazione italiani. Un vero record per il premier, citato in appena 22 giorni addirittura due volte al minuto».

Umilmente vorrei far notare alla collega autrice dell’articolo che il punto non è che da Draghi non ci si poteva aspettare altro. Lui svolge il compito per cui è stato chiamato. Si poteva per esempio scrivere che, ironia della sorte, ha confermato sin qui tutta l’impostazione della lotta alla pandemia del suo predecessore, con misure in alcuni casi più restrittive.

L’impotenza della lobby dei “ragazzo, spazzola!”

Prendi per esempio barbieri e parrucchieri: con l’ultimo Dpcm di Conte rimanevano aperti anche se in zona rossa. Con il primo Dpcm di Draghi resteranno chiusi. Non è una questione che può preoccuparmi più di tanto, dato che non ho più da tempo la materia prima per dare lavoro alla categoria, ma penso che sicuramente la lobby di “barba e capelli” e l’esercito dei “ragazzo, spazzola!” non ha la stessa potenza di quella confindustriale.

Tornando a Repubblica. Ovvio che se vai a rovistare nelle abitudini quotidiane, non solo di Draghi, ma di una qualsiasi persona, le citazioni del nome di quella persona raggiungeranno cifre record. A me ricorda molto la tecnica del trashing utilizzata dagli investigatori dei telefilm del genere Csi o Criminal Minds. Le tracce che possono portare alla soluzione di un caso spesso le trovi svuotando il bidone dell’immondizia e analizzandone i rifiuti contenuti. Strano che nessuno finora si sia appostato vicino la residenza umbra del premier e abbia rovistato nell’immondizia. Ne potrebbe uscire uno scoop, rifletteteci.

La verità, vi prego, anche sulla biancheria di Draghi

La vita di un individuo nell’arco delle ventiquattro ore è fatta di molti momenti: per cui mi aspetto, anzi rivendico il diritto in quanto cittadino italiano, di sapere ancora: Draghi preferisce la canotta o la maglietta della salute? Usa slip o boxer? (una volta si diceva che i primi erano di destra, i secondi di sinistra, quindi potremmo capire di più della sua collocazione reale). Dal letto scende col piede destro o col sinistro? Oppure, viste le larghe intese del suo governo, salta giù a piè pari? Sulla pasta preferisce grattugiare il pecorino o il parmigiano? Al telefono risponde “Pronto” o “Hallo”? Ha Netflix o Amazon Prime? Da bambino preferiva giocare con le biglie o già allora si dilettava con il Monopoli? Cari colleghi, non potete lasciare me e tutti gli italiani senza risposta a tutte queste domande!

La Pupa e il Recovery

Vi svelo, per chiudere, un piccolo segreto (per chi non mi conoscesse). Io, a parte curare questo blog per puro diletto, lavoro in un giornale in cui a farla da padrone è il gossip. Ma diavolo se ho mai saputo se una ex Pupa che curava la posta del cuore per noi facesse colazione con cappuccino e cornetto integrale. Ma se mi capita di risentirla, statene certi che le chiederò il parere sul miglior utilizzo dei fondi del Recovery plan. Esprimendole la mia solidarietà e il mio rammarico perché non le hanno dato neppure uno strapuntino da sottosegretario.

Antonio Murzio