Da Eco a Floris, dalle legioni di imbecilli ai cretini selezionati

Tutti, almeno una volta, per criticarli, avremo usato le parole di Umberto Eco: i social hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Non abbiamo mai considerato che, nonostante questo, il danno potesse essere circoscritto, limitato. Pur nella loro potenzialità di arrivare ovunque e a chiunque, quello che scriviamo sui nostri profili social rimane nella “bolla” che ci siamo costruiti con i nostri contatti.

Il diritto di parola che esercitiamo, i nostri pensieri (a meno che non siamo personaggi influenti che hanno una vasta platea di follower) rimane circoscritto.

Giovanni Floris

Da Eco a Floris, dalle legioni di imbecilli ai cretini selezionati

Lo stesso non avviene per la televisione, che rimane un medium a una direzione: è vero che adesso la maggior parte dei programmi danno la possibilità di commentare in diretta sui social quello che guardiamo, Ma, al massimo, e non per tutti i programmi, la lettura dei nostri post è residuale, se non infinitesimale rispetto al contenuto complessivo della trasmissione. Quello che conta, per le tv,, sono i dati di ascolto e lo share, numeri e percentuali che si conosceranno solo all’indomani della messa in onda.

Dopo la puntata di “DiMartedì” di ieri sera (ammetto, ho guardato solo l’imitazione della Meloni fatta dalla Guzzanti e un pezzo dell’intervista a Romano Prodi), sono arrivato a una considerazione: parafrasando Eco, se i social hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli, la televisione rimane il mezzo dove a parlare sono “cretini” ben selezionati dai conduttori.

Perché Floris invita Francesca Donato?

Si prenda l’esempio dell’europarlamentare, appena fuoriuscita dalla Lega, Francesca Donato, no vax convinta: sapendo che spara baggianate sui vaccini che le vengono confutate in diretta da chi ha titolo a parlarne, perché Floris continua a invitarla?

Il problema non riguarda la Donato, lei nelle stupidate che dice crede fino in fondo. No, il problema vero, a mio avviso, è Giovanni Floris che continua ad invitarla.

A questo punto mi viene in mente un’altra citazione, parole di Francisco Goya: il sonno della ragione genera mostri.

Quanti mostri ha creato Floris?

Quanti “mostri” ha creato Floris nel corso degli anni? Quando era in Rai, a Ballarò, sua ospite fissa diventò una quasi sconosciuta Renata Polverini, allora leader del sindacato di destra Ugl.

A forza di presenze in tv, la Polverini cominciò un’ascesa che la portò prima alla presidenza della Regione Lazio (esperienza finita miseramente) e poi a sedere in Parlamento.

Prima che Floris cominciasse a reiterare gli inviti a DiMartedì a Francesca Donato, qualcuno conosceva questa eurodeputata? Sapete qualcosa della sua attività a Straburgo?

La selezione del cretino

Non parlo di addetti ai lavori, ma di grande pubblico. Probabilmente erano in pochi ad essere a conoscenza delle gesta (meglio, delle parole) deliranti proferite dall’ex leghista. Che sarebbero rimaste nella bolla ben circoscritta dei gruppi no vax e no mask, con al limite qualche giornale che riprendeva i suoi deliri.

Tutto si sarebbe fermato lì, insomma. Ma a quanto pare, i talk show hanno delle proprie regole: quando trovi il cretino adatto per dare fuoco alla miccia della rissa verbale in studio, “selezionalo”.

Il che, perdonatemi, a me mette davvero tanta tristezza.

Antonio Murzio

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