Disinformazione e fake news durante la pandemia

Siamo immersi nelle notizie, le produciamo, le condividiamo, le commentiamo; il più delle volte non ci domandiamo neppure da dove vengono né se sono attendibili: il web ha allargato la platea del mondo
dell’informazione portando più libertà, più protagonismo, più notizie, ma anche meno intermediazione e meno controlli sulla qualità e la veridicità delle informazioni che viaggiano in rete.

Un tempo ad informare i cittadini, ad orientarli, a guidarli nella costruzione di una propria immagine della realtà c’erano la carta stampata, la radio, la televisione; oggi ci sono anche e soprattutto il web e i social media, che
rispondono ad almeno tre esigenze ben precise che sono presenti all’interno della società: avere le notizie in ogni momento e in ogni luogo, disporre di una pluralità di fonti informative che esprimono diversi punti di vista e
rendere protagonisti anche gli utenti.

Disinformazione e fake news durante la pandemia

Il risultato è un sovraffollamento comunicativo fatto di tante notizie che nascono e muoiono velocemente, alcune delle quali non sono verificate o sono addirittura inventate con il rischio che, piuttosto che accrescere la
conoscenza e la consapevolezza di un determinato accadimento, generino ansia, allarme sociale, visioni distorte della realtà e/o provochino orientamenti e comportamenti che possono avere conseguenze negative sui
singoli o sull’intera comunità.

Le fasce più deboli hanno minori strumenti

Perché se è vero che il web è una prateria infinita, è anche vero che ciascuno decide quali sentieri percorrere, che sono fortemente influenzati dal proprio stile di vita, dal proprio modo di pensare, dai comportamenti,
dall’orientamento ideologico e dal proprio ambiente di riferimento, per cui i più finiscono per andare a ricercare nel web quella immagine della realtà che meglio è in sintonia con il proprio universo valoriale e che non
necessariamente corrisponde alla realtà vera.
E i rischi di andare sul web ma di rimanere fuori dalla realtà vera sono tanto maggiori per le fasce più deboli della popolazione, quelle che hanno minori strumenti per riconoscere e selezionare la veridicità delle notizie e
che sono più esposte alle lusinghe di notizie parziali, fuorvianti e fake news.

La platea delle potenziali vittime si allarga

Tra l’altro, la digitalizzazione di massa verso cui stiamo andando, allarga la platea delle potenziali vittime.
Ma c’è un ulteriore rischio che è emerso con forza nell’ultimo periodo: anche l’informazione ufficiale e quella veicolata da media tradizionali e media on line, in presenza di un evento sconosciuto e di portata individuale
e globale, producano tanta confusione e generino disinformazione.
Questi rischi sono tanto più diffusi quanto più le notizie sono specialistiche, settoriali, di difficile interpretazione e hanno delle ripercussioni sui comportamenti collettivi: è il caso delle regole da seguire per la
prevenzione, la diagnosi e la cura del Covid-19

Il documento integrale del Censis si può scaricare a questo link