Draghi, il discorso copiato e Repubblica che occulta il suo stesso scoop

E’ stato rubricata a tempesta in un bicchiere d’acqua il fatto che diversi passaggi su tasse e fiscalità del discorso per la Fiducia di Mario Draghi a Palazzo Madama fossero coincidenti con più brani di un editoriale del 30 giugno 2019 del Corriere della Sera, firmato da Francesco Giavazzi, antico sodale e collaboratore del Presidente del Consiglio. A scoprire la notizia, perché di notizia si tratta, un esimio esperto di materia nel suo blog su Repubblica, Carlo Clericetti, che ne ha dato conto ai suoi lettori lo scorso 18 febbraio. (https://clericetti.blogautore.repubblica.it/…/si…/)

L’economista Francesco Giavazzi

Inoppugnabili i riscontri oggettivi forniti da Clericetti. Ma la questione sfugge ai più. A partire da Repubblica che non valorizza lo scoop del suo blogger, ma anzi lo emargina nella sua gerarchia di notizia, per poi farlo sparire.Che Mario Draghi abbia deciso di far suo un concetto dell’editorialista Francesco Giavazzi ci sta. E’ però, buona norma, per citazioni coincidenti in un discorso pubblico così importante citare la fonte. Forse ci sarà stata una dimenticanza da parte di superMario o dallo staff? Possibile.Oppure, può essere, che Giavazzi collaborando direttamente con il Presidente del Consiglio abbia inteso citare addosso a Draghi la questione della riforma fiscale alla danese.

La querelle non ha appassionato i grandi media

Nessuno ha comunque spiegato nulla. A partire da Repubblica. La vicenda non sfugge al Fatto Quotidiano che solleva la questione chiamando in causa Repubblica che tiene lontana la polemica.La querelle ha appassionato poco i grandi media. La notizia è stata ripresa soltanto da Il Tempo, Libero, Dagospia, Today, Imola Oggi.E’ la cartina di tornasole che Mario Draghi gode di buona stampa e che nel suo inizio politico non ci siano molti giornalisti favorevoli alla critica e al controllo del nuovo governo .

E se fosse accaduto a parti inverse?

A parti inverse, Conte e Casalino, Berlusconi, Renzi, penso avrebbero dovuto impiegare del tempo, quantomeno a spiegare quello che era accaduto.In rete, la vicenda ha registrato un certo traffico, soprattutto su Twitter, con l’intervento di diversi utenti polemici con i giornali mainstream. Nicola Rossi, economista molto vicino a Draghi, ha stoppato tutti con una secca dichiarazione: “I rapporti tra Draghi e Giavazzi sono pluridecennali. trovo risibile la polemica”. Insomma, Draghi, ha piena licenza di non citare. Questi i fatti. I quali contengono anche una questione di non poco conto, che va oltre il presunto plagio o la mancata citazione. Clericetti, nel suo blog, ha chiesto lumi sulla riforma fiscale alla danese lodata da Giavazzi nel suo editoriale e da Mario Draghi nel suo discorso per la Fiducia. L’analista temendo un’idea governativa di liberalismo spinto che potrebbe tagliare tasse con aliquote alte e spesa pubblica, ha invitato il fronte progressista a vigilare sul punto.Un tempo a Repubblica ne sarebbe nato un vivace dibattito. Ma oggi, invece, si sa: “Tout va très bien, Madame la Marquise”. O SuperMario che dir si voglia.

Paride Leporace

L’autore è giornalista e comunicatore.