Errori giudiziari, ingiusta detenzione, processi lunghi: un conto salatissimo per lo Stato

Meglio un colpevole fuori che un innocente in galera. Ma quando l’innocente finisce dietro le sbarre, il problema non è soltanto il suo, ma dell’intera collettività. E non è solo un problema di coscienza per aver inflitto una pena a chi non c’entrava col delitto attribuitogli.

Il problema è anche economico e interessa le casse dello Stato, che deve risarcire le vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione, e di processi la cui durata è irragionevole.

Ingiusta detenzione ed errori giudiziari

Per capire quanto l’Italia spende in risarcimenti di questa natura, ci viene in soccorso una deliberazione del 16 settembre scorso, la numero 15/2021/G, della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti, riferita alla “Equa riparazione per ingiusta detenzione e errori giudiziari”.

Gli anni sotto la lente sono quelli dal 2017 al 2019, leggiamo che

Si è evidenziato nel triennio 2017-2019, un aumento della spesa a carico dello Stato per il pagamento degli indennizzi, attestatisi nel 2019 ad euro 48,7 milioni.

Nel corso del 2020, invece, si è registrato un decremento con un importo di euro 43,9 milioni.

I record (in negativo) della Calabria

Come messo in evidenza da Camillo Giuliani in un suo articolo su I Calabresi,  «quasi 37 milioni – un terzo della spesa complessiva – sono dovuti a Catanzaro e Reggio. A volte il capoluogo regionale costa da solo quanto Roma, Milano, Napoli e altre grandi città italiane messe assieme». Altri record negativi della Calabria vengono messi in risalto nello stesso articolo:

Non è l’unico primato poco meritorio del capoluogo regionale. Nella relazione della Corte dei Conti si legge, ad esempio, che «nel caso della detenzione carceraria è stato liquidato l’importo pari ad euro 14.244,76 con l’ordinanza n. 83/2018 da parte della Corte d’appello di Catanzaro per 18 giorni, che con la media giornaliera di 791,38 euro rappresenta oltre il triplo dei 235,82 euro quale soglia proporzionale stabilita». Ma Catanzaro è anche quella che ha speso di più per risarcire un detenuto dopo gli arresti domiciliari: «L’importo giornaliero maggiore è stato liquidato per 79 giorni (1.383,73 euro gg.) con l’ordinanza n. 34/2018, cioè oltre 11 volte la soglia proporzionale di 117,91 euro».

Per il 2018 la Corte di appello di Perugia con oltre 14 milioni di euro è stata quella che ha determinato il maggior esborso di indennizzi, mentre la Corte di appello di Catanzaro è stata quella ad aver adottato il maggior numero di indennizzi (183 ordinanze).

Scrive ancora Giuliani:

La relazione – che incrocia i dati forniti dal Mef con quelli del ministero della Giustizia – accende i riflettori sul triennio 2017-2019, un periodo in cui lo Stato ha sborsato oltre 111 milioni di euro a chi è rimasto in galera o ai domiciliari ingiustamente . Quasi 37 milioni – un terzo della spesa complessiva – sono dovuti a Catanzaro e Reggio. A volte il capoluogo regionale (della Calabria, ndr) costa da solo quanto Roma, Milano, Napoli e altre grandi città italiane messe assieme.

E poi c’è l’irragionevole durata dei processi

I costi della malagiustizia, però, non sono solo quelli per errori giudiziari e ingiusta detenzione. In base alla cosiddetta legge Pinto, lo Stato è costretto a un esborso quando un processo supera una ragionevole durata.

La legge numero 89 del 24 marzo 2001, detta legge Pinto, è un provvedimento che riconosce a coloro che hanno dovuto affrontare un processo di durata irragionevole la possibilità di richiedere un’equa riparazione per il danno patrimoniale o non patrimoniale subito. Senza addentrarci in spiegazioni tecniche, ecco quanto lo Stato ha dovuto sborsare per procedimenti andati oltre i termini ritenuti ragionevoli (per il primo grado di giudizio si reputano ragionevoli tre anni, per il secondo grado due anni e per il grado di legittimità un anno. Inoltre, per calcolare la durata occorre fare riferimento a criteri differenti a seconda che il processo sia di natura civile o di natura penale.

Facendo un calcolo a spanne dell’esborso complessivo nel triennio 2017-2019 (quello preso in esame per ingiusta detenzione ed errori giudiziari di 111 milioni) e il debito che lo Stato aveva in base alla legge Pinto nello stesso periodo, abbiamo il quadro del prezzo della malagiustizia per il contribuente italiano: oltre 1000 milioni di euro.

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