Incel, uomini che odiano le donne

Si ritrovano su internet, comunicando attraverso chat e social network. Sui forum, espongono ai nuovi arrivati le loro teorie sul mondo e le relazioni personali, cercando di classificare conoscenti e vip in categorie precise in base alla loro bellezza e popolarità. Sono soprattutto convinti che la società sia ingiusta verso di loro, meno attraenti di altri ragazzi e per questo destinati all’insuccesso nelle relazioni con l’altro sesso, nel lavoro e nelle amicizie. Nutrono spesso una forte rabbia verso le donne. Stiamo parlando degli Incel, che in Italia sono arrivati sulle prime pagine dei giornali dopo l’omicidio di una coppia di fidanzati a Lecce ad opera di Antonio De Marco.. Non perché l’assassino facesse parte di questa sottocultura, ma perché alcuni Incel italiani hanno commentato positivamente l’aver ucciso una coppia felice.

Come è nato il termine Incel

Il termine “Incel” deriva dalla fusione di due parole inglesi: “INvoluntary” e “CELibates”, che in italiano potremmo tradurre con l’espressione “celibi involontari”. Molti Incel si riconoscono in una teoria, definita LMS, per cui le donne sarebbero attratte unicamente dall’aspetto fisico (Look), dalla ricchezza (Money) e dalla posizione sociale (Status). La grande ingiustizia, secondo gli Incel, è il doppio standard che viene applicato per uomini e donne nella scelta del partner. Sintetizzando, secondo loro, anche donne piuttosto brutte avrebbero la possibilità di avere rapporti e relazioni con uomini attraenti e popolari, escludendo così di fatto tantissimi uomini non particolarmente belli e brillanti, che rimarrebbero senza compagna. Questo concetto è espresso così nel Manifesto degli Incel Italiani, pubblicato su Il Forum degli Incel: “tra uomini e donne esiste un’asimmetria nel potere sessuale”

Il mondo diviso in belli e brutti

È importante notare che, ovviamente, per poter costruire teorie di queste genere gli Incel considerano la bellezza sia femminile sia maschile un dato oggettivo, da misurare attraverso una serie di parametri, come la larghezza della mascella, il tipo di fisico, il taglio degli occhi eccetera. La classificazione più semplice e di massima più accettata è quella americana che divide le ragazze tra Becky e Stacy: le prime sono meno appariscenti, talvolta bruttine, sempre acide, in cerca di attenzioni. Le seconde, per contrasto, sono attraenti, formose, consapevoli di poter ottenere tutto quello che vogliono con il loro aspetto fisico e il loro modo di fare. Per i ragazzi, il mondo si divide tra Chad, gli uomini belli, prestanti e di successo; i Normie, di aspetto nella media, che non sono tuttavia la prima scelta delle ragazze; e ovviamente gli Incel, quasi sempre destinati a rimanere soli.

Frustrazione che spesso incrocia crimini e omicidi

È piuttosto evidente quanta frustrazione porti ad analizzare i rapporti sociali in questi termini, e sarebbe facile sorridere di queste teorie se non si incrociassero troppo spesso con crimini e omicidi. Nel Manifesto italiano si legge che gli Incel “credono nell’impegno culturale di uomini e donne per far emergere le proprie istanze, nell’etica discorsiva, si caratterizzano come un movimento di pensiero e sono contrari ad ogni forma di strumentalizzazione politica o manifestazione delle proprie istanze che si collochi al di fuori della prassi logico-discorsiva”, eppure, sempre più spesso negli ultimi anni si è parlato di queste sottocultura in relazione ad episodi tragici, soprattutto all’estero. L’evento forse più famoso, diventato un simbolo per moltissimi Incel che non disdegnano violenza, almeno a parole, è avvenuto nel 2014, quando il 24enne Elliot Rodger uccise 6 persone e ne ferì 14 nei pressi del suo campus universitario a Santa Barbara, per poi spararsi. Poco prima della strage, Rodger registrò un video, in cui promette vendetta per la sua verginità “ingiusta”, e lasciò 200 pagine di diario, diventate materiale di culto per gli Incel di tutto il mondo. Non a caso, quando nel 2018 Alek Minassian, 25 anni, investì 10 persone e ne ferì altre 13, non mancò di pubblicare sulla pagina Facebook un messaggio in cui parlava delle teorie Incel e ricordava proprio Elliot Rodger.

Un’ideologia non del tutto innocua

Non sono solo questi episodi a far sospettare che l’ideologia Incel non sia del tutto innocua. Sui Forum, tra suggerimenti per cambiare il colore dei propri occhi e metodi medievali per allargare la mascella, tra valutazioni di attrici e vicine di casa e invettive contro coetanei socialmente più fortunati, molto spesso si trovano riferimenti alle parole d’ordine dell’Alt Right americana, al neonazismo, al razzismo, all’omofobia, persino passaggi di evidente stampo pedofilo, incestuoso oltre che, ovviamente, misogino. C’è chi auspica il ritorno al patriarcato, chi vorrebbe “redistribuire i beni sessuali”, chi propone di abbassare l’età del consenso a 9 anni. Il rischio è forse che proprio i ragazzi che si avvicinano a questa sottocultura perché incapaci di costruire relazioni sociali vengano radicalizzati e strumentalizzati dai soggetti più estremisti che, sinceramente o meno, vogliono incanalare la frustrazione in distruzione e violenza.

Chiara Spallino