La confusione è grande sotto il cielo

C’è una grande confusione e non solo sui vaccini. C’è confusione su tutto in questo momento in Italia e ad alimentarla sono proprio coloro che dovrebbero dare delle direttive chiare.

Parto da un piccolo caso personale. Ho avuto bisogno di un paio di scarpe nuove che mi allievassero il fastidioso dolore di una tallonite. Ma i negozi di calzature, in Lombardia, come in tutte le zone rosse d’Italia, possono vendere scarpe solo per bambini.

Incuriosito dal cartello “consegna a domicilio” esposto da un negozio nella città in cui vivo, mi sono affacciato all’interno e ho chiesto alla commessa come funzionasse. Pensavo di sentirmi rispondere: mi dica il numero e mi indichi qualche modello. E che poi la vendita si sarebbe perfezionata, nel caso, a domicilio. Invece l’unico divieto è quello di uscire dal negozio con un acquisto.

Così mi sono sentito rispondere invece; entri, le scarpe si possono provare, è solo la consegna che siamo obbligati a fare a domicilio. Scelto un modello che avevo visto in vetrina e provato, al momento del pagamento, mi sento dire: guardi, queste può anche portarle via, il modello rientra tra quelli ritenuti “sanitari”.

Non capisco. Cosa vuol dire imporre una chiusura che chiusura di fatto non è? In negozio ci sono entrato, ho misurato le scarpe (tutto con tanto di igienizzazione delle mani e mascherina tirata su, per carità): cosa cambiava a quel punto se uscivo tenendo in mano o meno una busta a prescindere dal tipo di calzature’

Stamattina, invece, leggo una notizia che arriva dal Salento, pubblicata dal Quotidiano di Puglia. Titolo: Zona rossa, assorbenti vietati dopo le 18: «Per acquistarli, dimostri di avere il ciclo».

Riassumo velocemente per chi non avesse voglia di leggere l’articolo linkato. In un supermercato, una ragazza, arrivata alla cassa, si è sentita dire che non poteva comprare gli assorbenti che aveva messo sul nastro, perché di quei prodotti è interdetta la vendita dopo le 18. Avrebbero potuto consentirle l’acquisto se avesse presentato un’autocertificazione in cui dichiarava di avere il ciclo. Assorbenti equiparati in pratica alle bevande alcoliche.

Estrema confusione c’è poi sulla possibilità di recarsi all’estero mentre siamo impossibilitati a uscire dalla regione di residenza, con centinaia di italiani già volati o in volo per le isole spagnole. Diventa difficile capire se chi fa le norme, ci è o ci fa.

Per dire, infine, della regione dove la confusione regna sovrana in materia di vaccinazioni, la Lombardia. Non entro nel merito delle ultime vicende giudiziarie – legate sempre alla pandemia – del presidente Fontana. Ma voglio regalarvi una piccola chicca. A Lodi molte persone che dovevano fare il vaccino sono andati all’indirizzo indicato nella convocazione. Peccato che fosse stato indicato il numero civico sbagliato e che una povera signora si è vista arrivare a casa frotte di vaccinandi. L’ospedale, con l’hub per le vaccinazioni, è sull’altro marciapiede.

Antonio Murzio