Diario dal carcere: vita (e morte) degli invisibili

“Coma diabetico”, dice Fabrizio, che, all’ora di pranzo, avendo notato il blindo ancora chiuso, è entrato per sincerarsi che fosse tutto a posto. Eppure, nella lenta routine della galera, a quella porta avrebbero dovuto bussare in molti quella mattina, quantomeno la “conta”, l’infermiera, il portavitto. Si sarebbero accorti che da ore quel corpo era immobile, gelido. (Claudio Bottan)

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