Ogni giorno cade un Boeing ma restiamo indifferenti

Il bollettino Covid di oggi (20 marzo) per l'Italia riporta il numero dei decessi: 401. Mi è venuto in mente un paragone con i numeri di vittime di un incidente aereo: riflettendo, è come se ogni giorno, da un anno e oltre a questa parte, cadesse un Boeing (Antonio Murzio)

Il bollettino Covid di oggi (20 marzo) per l’Italia riporta il numero dei decessi: 401. Mi è venuto in mente un paragone con i numeri di vittime degli incidenti aerei: riflettendo, è come se ogni giorno, da un anno e oltre a questa parte, cadesse un Boeing e noi, ormai assuefatti, restiamo di fatto indifferenti. Sì, magari qualche residuo moto di stupore, prima di passare a leggere la notizia successiva su un sito o seguire il conduttore di un tg che lancia un altro servizio.

Riflettendo, però, e ricordando la capienza di un aereo – almeno dei Douglas 80, che mi sembrano i vettori più utilizzati per i voli nazionali – in realtà il confronto pecca per difetto. Quel tipo di aeromobile – fonte Wikipedia – ha una capienza massima di 172 passeggeri. L’unico aereo che riuscirebbe a imbarcare 660 passeggeri è il Boeing 747-400 (stessa fonte), che effettua voli intercontinentali.

Sono andato a cercare dei dati sulla mortalità degli incidenti aerei per un confronto con la letalità della pandemia e ho trovato sul sito del Sole 24 Ore una interessante infografica, che vi propongo:

incidenti aerei
Fonte: Il Sole 24 Ore

L’anno nero dell’aviazione civile è stato il 1985, quando a restare vittima di incidenti aerei sono stati 2047 persone. Parliamo dello stesso arco temporale, 365 giorni, in cui l’epidemia da Covid in Italia ha fatto oltre 100mila vittime.

Come mai rimaniamo indifferenti di fronte al “precipitare” ogni giorno di un Boeing 747 che fa strage? Ecco una delle possibili spiegazioni, fornite da State o mind, giornale on line di scienze psicologiche:

L’assuefazione o abituazione fa riferimento alla progressiva diminuzione della forza di una risposta al ripetuto presentarsi di uno stimolo. Se uno stimolo è nuovo o poco usuale, si avrà un pattern di risposta fisiologico-motoria nota come “risposta di orientamento”. Se tale stimolo viene ripetuto con regolarità è probabile che vi sia una progressiva indifferenza del soggetto, per via del fenomeno dell’abituazione/assuefazione. Al contario, la sensibilizzazione prevede delle risposte allo stimolo che si configurano come molto più intense rispetto alle prime presentazioni dello stimolo: il soggetto, invece di abituarsi, si è sensibilizzato a un particolare stimolo/categoria di stimoli, ad esempio stimoli dolorosi o anche eventi traumatici.

Antonio Murzio

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