Un agriturismo speciale, tra vacanza e impegno sociale

Andare in vacanza è liberarsi e poter respirare, uscire per un attimo da una Lodi che d’estate ancor di più diventa ogni giorno opprimente e soffocante. 

C’è bisogno se si può di poter, anche solo per poco, entrare in un sogno, percorrere chilometri e chilometri, per raggiungere strade di luce, nuovi orizzonti, per entrare nella parentesi della scoperta. 

Allora ritorna alla mente un ritornello di un fantastico lp del mitico Lucio Batttisti che negli anni 70 cantava “Sì viaggiare…”

E allora si parte.

Con poche parole quelle essenziali, pure, che servono al viaggio per arricchirsi e arricchire. Per disegnare realtà empiriche, formate da suoni, profumi, visioni di tempi sospesi e ripartenze faticose.

Nel mio mondo del sogno, nel posto del cuore, tra le colline, vallate di ulivi e sapori di terra, c’è un agriturismo a Montefiore dell’Aso.

Da sempre meta di vento, di storie, di sapori. 

Da sempre nell’anima, luogo di ricordo e di speranza, di scoperta, di avventura, di gioie e regali.

A un passo dal mare, tra le colline si respira la pace e il silenzio. 

Un agriturismo speciale, tra vacanza e impegno sociale

In questo agriturismo che vive per l’amore per le persone, che tutela le esigenze di tutti, che si impegna nel rispetto e nella sinfonia delle stagioni ci sono storie da vivere. 

Patrizia, risplende il suo sorriso, la sua voce, il suo accogliere gli ospiti nelle casette di legno e mattoni dolcemente, con qualche battuta, portando loro un cestino di pesche. 

Facendo trovare le lenzuola pulite e profumo di lavanda, per trascorrere ancor più inebriati di questa dolce essenza il periodo di vacanza.

All’agriturismo “I Cigni” Patrizia gestisce i rapporti con i clienti, le questioni economiche, i lavori di ordinaria manutenzione tutto con magia e sapienza, con responsabilità e volontà.

Cercando di camminare sul sentiero della vita, sempre  senza mai arrendersi. 

Con la voglia dell’aiuto e del confronto, dell’ascolto, della partecipazione. 

Ci sono anche altre voci che da sempre risplendono in questa terra fertile, che di questo viaggio ogni anno sono parte importante, essenziale. 

Il dolce sorriso di Sabrina

Sabrina, dolce donna del sorriso, sincera tessitrice di storie, narratrice del tempo è tassello fondamentale dell’esperienza marchigiana, è amica di racconti, di storie e silenzi. È in grado di suonare nuove sinfonie, di accarezzare l’anima, di trovare un sorriso.

Tra piccole strade su colline verdi, risuona alto il canto, nel cielo estivo, invernale la magia di un luogo che trasmette passione e speranza per un futuro sereno di vento. 

Patrizia ascolta la vita, si guarda intorno, si pone delle domande. Anno dopo anno, con lei è nata una amicizia, anche se a volte non condivido le sue idee, ciò che pensa e racconta. Ma il dialogo è la cosa fondamentale, l’incontro, l’ascolto il saper essere partecipi.

Oggi, il pranzo è apparecchiato, mentre ci immergiamo nei sapori marchigiani, prelibatezze di una grande cucina, il discorso scivola sul tema dell’attualità. Patrizia non sopporta le ingiustizie, vedere qualcuno soccombere sotto la violenza di un altro, non sopporta chi odia, chi uccide. Così indignata racconta del carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Patrizia non sopporta le ingiustizie

«Chiaramente le persone che sono in carcere, sono lì per un motivo, ma soffrono e non vedo perché aggiungere altro dolore al dolore stesso, non serve a niente. Solo perché una guardia è in divisa può mettere le mani addosso a un altro essere umano? Non è possibile, ormai è come se stessimo tornando al medioevo, le persone chiuse nelle carceri si aiutano cercando di inserirle all’interno della società, facendole fare lavori socialmente utili, scrivendo nuove storie, non di certo sfogando su di loro le frustrazioni e l’insoddisfazione. Stesso ragionamento per coloro che trattano male gli anziani nelle case di risposo.».

Patrizia commuove con le sue parole, io, Sabrina, Cristina ci guardiamo negli occhi e riprendiamo il pranzo convinti di quanto detto, convinti che forse siamo ancora in tempo per cambiare, per provare ad essere migliori

La risposta a questa nostra convinzione difficile, insidiosa, dubbiosa, però come spesso accade sta ancora volando nel vento, se l’uomo sarà capace di ritrovare la potenza del sogno e della poesia allora forse saremo veramente salvi.

Le parole di Patrizia dimostrano qual è il marchio di fabbrica di questo agriturismo che è sempre stato non solo luogo di vacanza, ma anche un centro di incontro e di iniziative a livello sociale.

L’esperienza con i bambini

Per alcuni anni, infatti, l’agriturismo ha creato un gruppo partecipato con bambini non accompagnati per imparare l’inglese e a prendersi cura di se stessi e degli altri, come per esempio degli animali.

«Preparavano il mangiare, pulivano le stalle, tutto questo creava in loro una sorta di cura, di voler bene all’ambiente che hanno intorno>», racconta Patrizia orgogliosa negli anni trascorsi (quest’anno 30 dalla nascita) di aver creato occasioni di crescita, didattiche e speciali.

Inoltre essendo la zona abbracciata da campi, colline e vallate di ulivi e di viti, l’agriturismo ha organizzato dei corsi per imparare a raccogliere l’uva e a fare l’olio.

I Cigni sono pace, sono l’essenza vera per un luogo da visitare se si vuole andare nelle Marche, anche solo per un breve periodo. 

Meta ideale di un viaggio, ove ci si sente come a casa.

Una volta arrivati, non si vuole più abbandonare questa quasi di tranquillità, dove s’incontrano persone, amicizie, si condividono emozioni. 

L’agriturismo I Cigni è profumo di ottimo cibo locale, è consiglio e attimo per rigenerarsi e trovare la forza per percorrere giorno dopo giorno il cammino della vita.