Un’associazione culturale nel nome di Melina Procino

Potrebbe sembrare una notizia che riguarda solo il circoscritto ambito di Gioia del Colle, paese dove sono nato e dove mi sono trasferito per l’estate.

Ma Melina Procino, professoressa di francese, attivista politica e animatrice culturale, seppur legatissima alla sua terra, è stata una delle persone più cosmopolite di questo lembo di Puglia.

Nel suo nome alcuni amici, circa una ventina, hanno deciso di dare vita a un’associazione culturale che, costituitasi a inizio 2020, ha subito dovuto fermarsi causa pandemia.

Un’associazione culturale nel nome di Melina Procino

Quest’estate è partita la prima iniziativa, una mini rassegna cinematografica dedicata al regista francese Truffaut, di cui sono stati proiettati, in uno spazio all’aperto nel centro storico, i primi due film (“I quattrocento colpi” e “L’ultimo metro”) con un discreto successo di pubblico.

Vivendo lontano, non ho potuto partecipare alle riunioni preliminari alla costituzione dell’associazione, ma gli amici che le hanno dato vita (cito tra tutti la presidente Maria Pavone e il professor Giuseppe Procino, nipote di Melina), bontà loro, hanno voluto che la tessera contrassegnata col numero 1 venga consegnata a me.

Il mio merito sarebbe quello di aver abusato di un mio difetto (rompere le balle) che hanno voluto considerare un pregio, nel momento in cui, in occasione dell’anniversario della scomparsa di Melina, dopo aver letto su Facebook i ricordi di tutti, ho scritto che sarebbe stato il caso, piuttosto che postare foto e ricordi personali, di fare qualcosa per tenere vivo il ricordo di una persona cara a tutti noi.

Com’è nata l’idea dell’associazione

L’idea dell’associazione, in realtà, mi era balenata dopo essere stato ospite di Giuseppe ed essere stato alloggiato proprio in quella che è stata per tutta la vita la casa di Melina. Mi guardavo intorno: libri che grondavano da ogni parte, ricordi degli innumerevoli viaggi che Melina aveva compiuto, materiali che mi riportavano alla mente la sua attività di assessore alla cultura del Comune di Gioia del Colle prima e di assessore all’agricoltura della Provincia di Bari dopo.

Ma Melina era stata anche una delle anime del movimento pacifista a Gioia, una delle fondatrici della cooperativa “Charlie Chaplin” (il cinema era una sua grande passione), l’animatrice della prima rassegna jazz nel 1991, la cui locandina – che curai – è incorniciata nella sua stanza.

Possibile – fu la riflessione – che feci con Giuseppe, che tutto debba rimanere cristallizzato in questa stanza? Facciamo in modo che possa diventare patrimonio della città, dei giovani, coinvolgiamo tutti gli amici storici di Melina… Un’idea, la mia, che collimava con quella di altre persone (penso a Filippo Antonicelli), ma che sembrava infrangersi contro il solito problema: chi fa il primo passo?

Ecco il perché di quell’intemerata su Facebook che è servita, nel suo piccolo, a dare una scossa. Diciamo che io ho acceso il fiammifero, ma ad alimentare il fuoco è stato poi – ad onor del vero – l’instancabile Giuseppe.

L’associazione ha già un sito internet

L’associazione culturale Melina Procino (il sito melinaprocino.org è già registrato, sarà attivato prossimamente, ) cercherà di proporre iniziative culturali non solo in ambito cinematografico, cercherà di istituire borse di studio per ragazzi meritevoli, metterà a disposizione della città l’immenso patrimonio librario e altre iniziative verranno man mano.

Certo, il periodo non è dei migliori per quanto concerne le sponsorizzazioni di iniziative, per questo il tesseramento all’associazione prevede due formule, ordinario e sostenitore, che si possono sottoscrivere per dare forza al progetto, con soli 10 o 20 euro. Una tessera che si può sottoscrivere anche non essendo residenti a Gioia del Colle: basta avere un alto senso dell’amicizia, il rispetto di tutti e l’amore per la cultura e sicuramente Melina vi avrebbe accolto nella sua cerchia di contatti.

Per sapere di più sulla figura di Melina Procino, presto la sua biografia sarà disponibile sul sito.

Antonio Murzio